Dolcezza e consolazione
E se ascoltare Corelli non appagasse più? Se spandere le proprie giornate nell'oziosa e immobile ricerca di un senso che le illumini non passasse più, diveramente da quanto fin qui fatto, per quante siano le forme nobili e meno nobili della mimesis ? Se leggere, ascoltare musica, guardare distrattamente film e serie, fossero divertissement non più in grado di lenire l'angioscioso senso di vuoto che opprime il petto e le braccia? Sono passati diversi anni, ormai, dall'ultima volta in cui ho sentito così vivamente e distintamente una mancanza incarnarsi fra le mie braccia e sul mio petto: c'è di che perderci la testa considerando quanto la vita possa essere piena quando hai un capo amoroso poggiato sul grembo e le braccia si empiono dello slancio di un corpo altrui che incontra il proprio. No, Corelli non basta più che ad addolcire la mia pena; l'Amore non mi appare più come un tenero cielo settembrino in ascolto di Vivaldi: l'unico tempo che potrebbe rappresent...