Meccanica del moto del mondo e di una foglia
Se una mattina d'estate un viaggiatore , madido dall'attesa e trasognato, volgesse le lenti alla speranza dell'arrivo del suo mezzo e la trovasse colorata del cielo e di una foglia verde caduca sotto un albero che ombreggia il sole e sè; di quella sua luce che s'apprezza, che direbbe al vederne la vita filtrare soffusa e luminosa di sotto dalla pagina, non quella che non ha ancora in mano? Ci sono mondi la cui fisica può ben essere spiegata da strumenti che sanno riguardarla attraverso anni-luce, e di questi sembriamo saperne tutto quanto ci basta per poterne dire che un giorno sarebbero un buon posto da chiamare casa; ma di questo, e di come ce ne sentiamo padroni senza afferrarne il senso ultimo, ci sforziamo di capire, quando mossi da buone intenzioni, cause e accidenti del nostro andare senza fine alla storia oppure, quando non lo siamo, che stramba simulazione alla fine risulti questo cerchio concentrico, questa elica veloce che s'avvita stretta verso una fine...