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Visualizzazione dei post con l'etichetta scuse

Lettera aperta all'Azione Cattolica

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Cara vecchia Azione Cattolica, eh sì, vecchia. Vecchia non solo per i tuoi centocinquant'anni (che son portati più che rispettosamente) ma vecchia nel tuo comprendere ed afferrare i meccanismi di questo nostro mondo che recepisci sempre troppo in ritardo. Oggi, anche tu hai ceduto a Facebook, Instagram e Twitter; hai blog, siti e diramazioni diocesane sempre piene di iniziative e convegni da proporre. Hai la grinta delle canzoncine da proporre ogni anno per l'A.C.R. ed in Piazza San Pietro per i raduni nazionali, hai i colori sgargianti delle tue guide che invitano i giovani ed i meno giovani a guardare questo nostro tempo per osservarne e carpirne i segni dei tempi, hai le braccia aperte dei tuoi numerosi progetti diocesani di accoglienza universitaria e le mani operose di chi si impegna contro il gioco d'azzardo, hai il gusto dell'approfondimento della Parola grazie ai tuoi assistenti e l'odore dei libri scritti e letti dai tuoi tanti soci, sempre così impor...

C'era una volta, ma solo lì...

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Claudio

Pellicole

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Sapete, cari quattro lettori, a cosa è davvero assimilabile il nostro cuore? No, niente giochini o immagini strane quest'oggi. Per rispondere a questa domanda non dovrete far altro che guardare nelle vostre tasche, sulla vostra scrivania o nella mano con cui state leggendo questo post. Ebbene sì, il cuore è davvero molto molto simile allo stramaledetto apparecchio intelligente che vi ritrovate per le mani quasi ogni giorno. Non all'apparecchio intero però, neppure ad una delle sue molte funzioni, no; ad una singola applicazione, bensì. Se davvero vogliamo saper leggere il nostro cuore, o quantomeno le sue condizioni attuali, dobbiamo allora rivolgerci proprio all'app Galleria del nostro smartphone. Vi invito adesso ad aprirla insieme a me , a scorrerla senza passare attraverso complicate funzioni o filtri e neppure nelle articolate visualizzazioni per album, luogo o persone incluse nelle foto. Vi invito, invece, a scorrere gli scatti in ordine cronologico , andando a ri...

Senza rime

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Piove, di nuovo. Vorrei averti accanto. Vorrei saperti alla portata del mio braccio curioso, come in una di quelle mattine assolate di Luglio, quando tenderti un braccio era il gesto con cui mi traevi via dai flutti della mia procellosa esistenza: perché tu sapevi come afferrarmi davvero , e le tue labbra dischiuse conoscevano come salvarmi . Piove, di nuovo. Vorrei averti accanto, vorrei averti ancora accanto: non come quelle Domeniche quando a svegliarci era il ticchettio della pioggia che disegnava il vetro con tele di rigagnoli, perché i vetri erano assai spesso i nostri e la cortina della pioggia si stendava fra i nostri due letti. Vorrei, invece, averti accanto come in una di quelle Domeniche troppo pigre e fredde, quando Iddio lasciava che il sole riposasse i suoi deboli raggi sopra una coltre di quelle nubi fatte di stanchezza, e ci bastava solo un caffè ed un bacio lesto, scambiati sotto il piumone, per conoscere una felicità così quotidiana. Piove, di nuovo. Risc...

Inside-Out Inside-Out Inside-Out Inside-Out Inside-Out...

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Caro Papà, come stai? È un po' che non ci si scrive. Ci parliamo, decisamente non abbastanza, ma non ci si scrive da un po'. Qui il posto è strano, cazzo se è strano! Non so se ti ricordi l'ultima volta che ci sei stato, ma è cambiato un po'. In verità, è cambiato parecchio. Tanto per cominciare, io dico e scrivo parolacce in modo abbastanza fluente. Direi che quando sono arrabbiato ormai ne sparo parecchie: beh, meglio così che quando ero freddo e razionale meditando vendetta. Alla fine dei giochi, ho scoperto che non ne sono capace, se non quando esplodo. La premeditazione io la ho solo nelle parole, ma nei fatti... vabbè, tanto tu sai. È  che proprio non mi viene da fare male ad un altro intenzionalmente, non ci riesco proprio. Da quando ho aperto la parte viscerale di me, è come se sentissi tutto in modo più profondo, più intenso, più acuto. Come se ogni sentimento, decisione o quant'altro, passasse per il cuore, poi per la testa, e poi ritorno al cuor...

Arrivederci gente, e grazie tante

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A qualcuno farà sicuramente piacere, ad altri meno. Chiudo Itaca . Quantomeno, lo sospendo. Itaca, questo spazio e queste pagine, è stato un bellissimo esperimento. Un momento di passaggio che ricorderò per molto, moltissimo tempo. Adesso però, si va avanti . Con Itaca chiudo anche un periodo della mia vita: deve essere che, quando si è più o meno felici , ci si scoccia di tormentare le persone con le proprie lagnanze personali e si decide di vivere la propria vita. Emozionante o meno, che sia. L'importante, credo, sia poter dire alla fine dei propri giorni: " Ho vissuto ". Sono più o meno felice, ve lo confesso. Ho smesso di scrivere da moltissimo, ve lo faccio notare. Significativamente, penso che avrei potuto intitolare questo post anche "Passaggi" perché non si chiude solo un periodo simbolico della mia vita ma anche uno pratico, fisico, elementare: lascio Siena . Lascio Siena perché, come molti sapranno, sono alla soglia della Laurea e, restare qui pe...

Veritas

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Come si dice ad una persona che è la sostituta di un'altra? La verità? Non si può. Non è socialmente corretto, non si fa, la si potrebbe offendere, ferire. Eppure, quanto sarebbe umanamente giusto! Sapete, fino a prima di incontrare una persona, oggi, stavo prendendo in seria considerazione l'idea di abbandonarvi e prendere una pausa da queste pagine, fatta salva la pubblicazione di alcuni vecchi post, si intende. Eppure, eccomi. Sto qui a dirvi la difficoltà di chi ammette di aver umanamente ingannato ed umanamente se ne è appena accorto. Una verità meditata e solo ora afferrata . Prendere e sostituire . Lo facciamo tutti, tutti i giorni. Talvolta, è talmente automatico e scontato da non darci altro cruccio se non quello di dover trovare il rimpiazzo. Alcune volte è uno stile di vita applicato a cose e persone. Un modo, abbastanza evidente, di trattare le persone come cose e la propria vita come un mercato. Ma tante, e tante, volte è la debolezza e la necessità d...

8034

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"Poi, ecco, capitano momenti come questi e riesci a farti perdonare tutto. Perché in momenti come questi tu mi dai tutto. In momenti come questi non solo so che ci sei, ma che mi vuoi bene. Grazie Papà!"   Caro Papà, lascia che sia io, questa volta, a scriverti. Lascia che sia io, questa volta, a risponderti. Lascia che sia io, questa volta, a dirti quanto bene ti voglio. In questi giorni mi sono arrovellato per cercare di comprendere come questo tempo, che sento più vivo, sia la mia pienezza. Fin da quando sapevo questo giorno sarebbe giunto, ero conscio che più di altri mi avrebbe cambiato, più di altri avrebbe rappresentato un punto fermo nella mia vita, più di altri avrebbe significato l'apice fulgente di questo mio grande percorso, ed io sarei stato allora conscio che il tempo della pienezza era per me finalmente giunto. Da quando ho memoria, credo di poter affermare di avere atteso questo giorno, che ormai giunge al termine, e di aver sperato che qualcosa mag...

AnnoZero

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- Buongiorno, prego. Ecco, da questa parte. Signora Speranza si accomodi. Benvenuta nel mio umile cuore. Le piace il vestibolo? Vedrà, il salotto è anche meglio! La Speranza guarda, dicendo qualcosa tra sé e sé. - Gradisce un thé? O forse un caffè? - Caffè, grazie. - E caffè sia. (Dopo qualche secondo, dalla cucina) Metto su il caffè e sono subito da lei. Passa ancora un minuto - Eccomi, eccomi, mi scusi. - Allora, mi ha invitata qui oggi e... - ...e lei voleva sapere il perché. - Beh, ovvio! - Signora Speranza, prima di dirle perché l'ho invitata qui, vorrei raccontarle un poco del mio passato anno, se permette. - Ovvio, ovvio. Non ci sto capendo molto, ma dica ugualmente: oramai son fatta curiosa. - Il mio passato anno non è iniziato bene: il saldo era negativo fin dal primo giorno, e negativo di molto. Avevo persa Zippora, la mia più cara amica, e questo perché, di lei, m'ero infine innamorato. Inevitabile, oserei dire. Non sarebbe potuta andare altrimenti: co...

Non conosco il tuo nome

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In quel momento apparve la volpe. […] "Vieni a giocare con me", le propose il piccolo principe, sono così triste... " "Non posso giocare con te", disse la volpe, "non sono addomesticata". [...] "Che cosa vuol dire "addomesticare"?" […] "È una cosa da molto dimenticata. Vuol dire creare dei legami..." "Creare dei legami?" "Certo", disse la volpe. "Tu, fino ad ora, per me, non sei che un ragazzino uguale a centomila ragazzini. E non ho bisogno di te. E neppure tu hai bisogno di me. Io non sono per te che una volpe uguale a centomila volpi. Ma se tu mi addomestichi, noi avremo bisogno l'uno dell'altro. Tu sarai per me unico al mondo, e io sarò per te unica al mondo". […] "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me. Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio perciò. Ma se...

Sotto gli ombrelli

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Piove, ancora.  Mi sembra non abbia mai smesso. Quando piove ho sempre l'impressione di conoscerti ancora, di averti ancora al mio fianco, di avere ancora la mia amica vicina a me. Quando piove ho l'impressione che il tempo si fermi: non riesco a fermare la pioggia con le mani, non riesco a mettere una diga a quello che mi accade addosso. Aspetto solo che l'acqua mi lavi e mi renda più leggero. Quando piove ho l'impressione che il tempo torni indietro: i vetri bagnati mi ricordano i miei due vetri, bagnati anche quelli. Quelle misere lenti che non potevano fare altro che bearsi del tuo sguardo innamorato (mi piace pensare lo fosse davvero), che non potevano fare altro che arginare le gocce di felicità che scorrevano dal cuore fino a te, che non potevano far altro che guardarti e sorridere. Sorridere, perché tu non conoscessi quale segreta sorgente mi era nata in petto. Quando piove, il tempo si riavvolge come un vecchio nastro su cui premo solo il tasto play: la...

Banalità

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Piove, ho intenzione di lasciarti andare. Ho intenzione di non aggrapparmi più ferocemente al tuo ricordo. Voglio liberarmi. Non da te, ma da questo peso: il peso della sofferenza che mi opprime. Ho giocato con la grammatica dell'amore credendo di poterla sovvertire come uso fare con la grammatica delle parole, da suo custode qual sono. Ho riempito, perché tutto mi fosse meno greve, di altro e di altre i momenti che ti erano riservati. Di altre gioie, di altre persone, di altre attenzioni. Eppure, nessuno mai è riuscito a darmi quella pienezza che avevo solo quando quei momenti erano condivisi con te. Allora ho capito: ho capito che devo smettere di riempire il tempo che ti serbavo di cose altre e, al contrario, riappropriarmene. In tal modo non è a te, che non sei più, che lo nego: lo nego al tuo ricordo doloroso ed alla sofferenza. Farò così, perché solo in questo modo potrò andare avanti. Sarò ancora ferito, proverò ancora dolore, ti porterò ancora affetto (ancora per...

Domande e risposte (giochi di significato)

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Vorrei delle risposte da te. Vorrei delle risposte, infine. Sempre te ne ho chieste, continuerò sempre a chiedertene. Vorrei delle risposte, definitive. Da fissare nella mia vita e nel mio cuore. Risposte da te che, in questo cuore rattrappito, continui ad entrare ed uscire senza sosta. Perché, lo sai, lo hai sempre saputo, che per te la porta è sempre stata aperta . Lo sai da quando, ardentemente, provai a confessartelo a bassa voce una volta; lo sai da quando, poi, decisi di imprimerlo su carta. Perché, per me, imprimere su carta vuol dire imprimere a caratteri di fuoco nella mia vita: l’inchiostro è un sentimento difficilmente delebile per chi vi ha consacrato la propria vita. La porta è sempre aperta, sempre lo è stata, sempre lo sarà, sempre lo rimarrà: sebbene questi giorni mi gettino nello smarrimento, in te sono saldo. Sto. Ogni giorno vorrei parlarti ma trovo la scusa del tempo, del non aver tempo, del concentrarmi su me stesso: ho solo paura di quello che po...