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Visualizzazione dei post con l'etichetta comunicazioni di servizio

Rottura

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Tutti i rapporti prima o poi giungono ad una fine, tutti. Qualunque senso gli si voglia dare o attribuire, è ineluttabile. Un lettura escatologica, questa delle relazioni, talmente profonda da presentare variazioni soltanto nel modo di viverle: ciò significa che il termine di una relazione coincide spesso con una trasformazione della stessa anziché con un vero distacco. La relazione che vedo in via trasformativa, questa volta, è quella fra me e la tecnologia: da un anno a questa parte, siamo costretti sempre più spesso ad intrattenere relazioni attraverso i mezzi elettronici senza tener conto del fatto che in questo modo intratteniamo, sebbene non ne sia il fine principale, relazioni più durature (anche se, forse, meno significative e certamente meno coscienti di essere tali) con i nostri mezzi tecnologici invece delle persone che vorremmo raggiungere attraverso questi. Per esempio, non avete in mano un telefono ora? Non siete arrivati a questa pagina da un link Facebook, Twitter o Ins...

Arrivederci gente, e grazie tante

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A qualcuno farà sicuramente piacere, ad altri meno. Chiudo Itaca . Quantomeno, lo sospendo. Itaca, questo spazio e queste pagine, è stato un bellissimo esperimento. Un momento di passaggio che ricorderò per molto, moltissimo tempo. Adesso però, si va avanti . Con Itaca chiudo anche un periodo della mia vita: deve essere che, quando si è più o meno felici , ci si scoccia di tormentare le persone con le proprie lagnanze personali e si decide di vivere la propria vita. Emozionante o meno, che sia. L'importante, credo, sia poter dire alla fine dei propri giorni: " Ho vissuto ". Sono più o meno felice, ve lo confesso. Ho smesso di scrivere da moltissimo, ve lo faccio notare. Significativamente, penso che avrei potuto intitolare questo post anche "Passaggi" perché non si chiude solo un periodo simbolico della mia vita ma anche uno pratico, fisico, elementare: lascio Siena . Lascio Siena perché, come molti sapranno, sono alla soglia della Laurea e, restare qui pe...

Last chance

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Non c'è più tempo, è l'ultimo. L'ultimo momento concesso. L'ultimo momento per poter parlare, per poter dire ancora una parola. L'ultimo momento, altri non ce ne saranno. L'ultimo momento concesso per poter dire. ancora. solo. una. parola. Non posso, non potrò concederne altri. I silenzi pieni di parole, una volta, erano la mia specialità: adesso, invece, sono assordanti enigmi da decifrare. Sono stanco di enigmi: ho bisogno di vivere con chiarezza, nella chiarezza. Ho bisogno che la luci baci la mia vita. Un'amica, di recente, mi ha detto: "Lì fuori è tutto così dannatamente complicato, lo sai." Lo so, ma questo è semplice. Deve esserlo. Perché ho bisogno di respirare, di muovermi, di starne dentro o venirne fuori. Sono ancora qui, fermo, a dire la possibilità che hai di parlare ancora. Non è un ultimatum. È  il mio dirti che, contro la mia volontà, mi sono incamminato. Contro la mia volontà, il mio cuore si è mosso. Non riesco ...

Il colore del grano

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Tre anni sono ormai passati dal giorno in cui Itaca ha visto la luce. In questi tre anni, questo spazio, mi ha visto maturare stilisticamente e personalmente. Sono orgoglioso dei numerosi passi verso la meta che ho potuto compiere grazie a queste pagine. Non ho molte parole per questa occasione, se non la voglia di ricordare. Come i più assidui e più vecchi lettori (i "miei amati cari quattro lettori") ricorderanno, l'esperienza di blogging iniziò per me nel lontano 2008 sulle pagine de "Il grano sussurra". Mi piace ricordare quelle pagine: il loro spessore interiore ma scarsamente stilistico, la capacità che possedevano di alleggerire il mio passo, lenire il mio cuore ed impedire che il mio dolore trovasse isfogo sulle carni altrui. Sono online da circa sei anni ed ho prodotto, in questi non-luoghi, tanti scritti quanti non ne annovera persino il mio carteggio personale e la somma dei miei appunti. Almeno credo: dovete perdonarmi ma, non avendo le carte s...

Lieto Natale!

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"Quella circulazion che sì concetta    pareva in te come lume reflesso, da li occhi miei alquanto circunspetta,  dentro da sé, del suo colore stesso,  mi parve pinta della nostra effige:   per che 'l mio viso in lei tutto era messo." (Dante Alighieri, Pd. XXXIII vv.127-132) Lieto Natale! Claudio   

P.S. Cuore

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Ho lette tante cose ultimamente. Mi sono dedicato alla lettura di diversi articoli, racconti, riflessioni, memorie, romanzi e biografie. Così, dopo aver terminato di leggere alcune di queste cose che m'hanno lasciato l'amaro in bocca, ho pensato: perché mi sento così? Perché leggere queste cose mi ha fatto sentire così? Per via dell'argomento? No, no, non credo: ho letto delle cose più disparate e giacché fra queste non vi è nessun legame logico ho motivo di ritenere che non si tratti dell'argomento. Beh, allora potrebbe essere lo stile: no, no, decisamente non è lo stile. Sono un lettore troppo raffinato per accontentarmi di leggere qualcosa che non ha stile ed eleganza nel tratto. Deve allora trattarsi della forma, non può essere altro! Sì, deve essere decisamente la forma! E invece no, non è neppure la forma, altrimenti avrei cestinato l'articolo dopo il primo periodo ipotetico sbagliato. In quello che ho letto mancava una cosa e fondamentalmente solo quell...

Cronache da Ogigia

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Alla consorte di Odisseo, Re di Itaca Cara Penelope, aggiungo questa alle molte missive che, per Ermes, vorrei farti giungere. Ogigia non è davvero un’isola grandissima, al contrario, e pur tuttavia la compagnia sembra non mancare mai ma sono così solo. Così tremendamente solo. Ogni giorno, ninfe immortali mi circondano e mi riveriscono e Calipso, ammaliatrice e tentatrice, idea e corpo, mi cinge con le sue voluttuose e possessive braccia, tenendomi prigioniero di questa triste illusione. Con dolore, bella donna, devo io dirti di non poterle resistere: ella esercita su di me una potente influenza ed ogni scelta mi è impossibile. Mi è impossibile scegliere di cosa cibarmi, se rifiutare le profusioni e le attenzioni delle ninfe, i loro servigi sempre così tremendamente puntuali, mi è impossibile scegliere se sottrarmi ai suoi amplessi e, sebbene Ella mi chiami “padrone”, sono invero prigioniero dell’isola e non posso scegliere se partire o meno . Prego gli dei, ogni gi...

Grazie a tutti

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Lascio Siena. Motivi personali mi costringono. Non so se tornerò: al momento, non lo vedo possibile. Non in un futuro immediatamente prossimo, quantomeno. Devo ringraziare tante persone su questa pagina, persone che mi sono state vicine in questi due fantastici anni. Comincio col ringraziare la Cappella Universitaria: soprattutto nel mio primo anno qui a Siena è stata un indispensabile punto di riferimento. Ringrazio la loro piccola ma accogliente comunità. Il mio primo pensiero, a tal riguardo, va a Don Roberto che con affetto vivo e intenso desidero salutare, per il pretioso aiuto che ha saputo offrirmi in un periodo cieco e per le sue parole sagge. Ringrazio, inoltre, le Suore Figlie della Chiesa che ho trovato come madri accoglienti: la loro premura rende caloroso anche il marmo della bellissima Cappella. Un saluto speciale, in tal senso, va a Suor Lilia: per aver avuto, così spesso, parole per le necessità di questo giovane e smarrito cuore. E tante preghiere, soprattutto q...

Anonimo Falisco

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Miei amati, ho oggi il piacere di ospitare, su queste poche pagine, qualche breve linea di un amico a me caro: persona con cui condivido gli studi e la passione poetica. Comprendo bene essere desueta la cosa, per il normale procedere del blog, tuttavia credo ben si allinei con il nuovo corso che vorrei dare (e che sto cercando di dare) da qualche tempo a questo parte. Vi lascio allora con queste prime tre liriche, da me personalmente selezionate, che credo possano ben rappresentare lo spirito poetico che anima e arde parole scritte con inchiostro di fuoco. Siena Sei l'ostrica di cotto, che cela per me la perla di Pescaia, in te ridiscendo una lingua di basalto di San Giuseppe la Piaggia e un tuffo mi doni in un Orto di tetti toscani. § Pensieri di... Paglia! Nera chioma, desiderabili curve, veridica folgorazione sulla via di Enea Silvio infranta da cocci d'asfalto e mura di fango in una notte d'acquatica febbre. Peregrini Pilon...

La carica dei 101

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Miei amatissimi, ebbene siamo giunti allo storico traguardo: questo è il centunesimo post di "Itaca". A voi che mi seguite da anni e condividete con me queste poche parole, questi vissuti assoluti, e le tante cure del nostro tempo, a voi il mio ringraziamento per questi anni e per questi giorni. Per le vostre visite e, talvolta, i vostri pensieri. Ma, soprattutto, per il modo in cui ben sopportate il mio egocentrismo e la mia vanità. A tutti voi e per questo ed altro, va il mio ringraziamento. Non vi conosco personalmente ma spero vi giunga questo mio abbraccio affettuoso. Buona lettura ancora qui, ancora con me. Claudio

Problemi pubblicazione

Mi scuso con i miei amati ma, a causa di problemi con la rete internet, mi è impossibile pubblicare. Lo sto, or ora, facendo dal telefono. Cosa assai scomoda, come facilmente potrete capire. Mi scuso nuovamente promettendovi nuovi post la prossima settimana. A presto. Claudio

Fino alla fine del mondo

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Miei amati, dovete, ancora una volta, perdonarmi: in queste settimane, dopo Natale, ho avuto una sorta di blocco verso questa pagina bianca. Ho riempito di bozze il blog, scritto lettere che non pubblicherò mai ma nemmeno cancellerò (lasciando, quindi, ulteriori inutili bozze fra quelle già poco utili); tentavo e ritentavo di buttare qualcosa giù, anche a mano. Niente. Niente di tutto questo funzionava, almeno fino a ieri. Ieri sera ho visto un film e mi ha ispirato: uscito da qualche giorno nelle sale, il titolo è "Cercasi amore per la fine del mondo". Sapete, ci ho riflettuto mezzo minuto dopo il finale (aspettato e inaspettato) prima di decidermi a scrivere questo post. Lo spunto, da cui poi trae origine la buona trama del film, è questo: cosa faresti i giorni prima della fine del mondo? Sapete, desidererei che voi condivideste qualcosa al riguardo, qualcosa di voi stessi, su queste umili e poche pagine ma ho l'impressione che questa mia preghiera resterà ina...

Lieto Natale!

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Carissimi, lieto Natale! In questo nostro oggi, nella piccola mangiatoia delle nostre mani raccolte, Dio ci mette Suo Figlio. A noi, elemosinanti d'amore e di speranza, Dio dà tutto se stesso. Quanto spesso abbiamo chiesto straordinarie cose al Signore, quanto spesso gli abbiamo chiesto la pace o la serenità o la salute o la sicurezza. Sembravamo poveri ad elemosinare alla porta del loro Signore: uno strano Dio, tra l'altro, quello che sembra chiederci tutto e non darci nulla. Uno strano Dio, che sembra domandarci anche quel poco che Egli stesso ci ha dato. Ma noi siamo ricchi, noi siamo uomini ricchi perché il nostro Dio, nell'atto d'amore più grande di qualunque altro, ci ha dato il suo stesso Figlio; e ce lo presenta così: fragile e piccolo. Un Dio tanto grande e tanto piccolo da entrare nelle palme delle nostre mani raccolte, racchiuse a proteggerlo. Un bambino per cambiare la storia. E la nostra vita. Con affetto, Claudio

Tempo di bilanci

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La mezzanotte è da poco passata e fra tredici ore sarò in viaggio per casa mia, alla volta della mia bella terra, quest'anno per l'ultima volta. Non sono certo che, da casa, avrò molto tempo per postare per cui ritengo sia giunto il momento adatto di stilare un bilancio complessivo di quest'anno. Sapete, nonostante possa apparire maniacale, non sono davvero il tipo che poco prima della mezzanotte del trentun Dicembre oppure il giorno successivo siede davanti alla sua bella scrivania bianca e sta lì a stilare una lista di buoni propositi per l'anno a venire. Onestamente, non ricordo nemmeno cosa abbia fatto l'anno passato a Capodanno o giù di lì: oh, non perché fossi rintronato dall'alcool o da chissà cosa (tra le altre cose, sono astemio); semplicemente perché mi faccio vecchio e tendo a dimenticare le cose e, inoltre, non amo particolarmente il Capodanno. Non ho mai amato questa festa in particolare e sempre mi ha portato molta amarezza negli ultimi a...

I giorni senza nome

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Un mese di silenzio. Un lungo silenzio su queste pagine. Vorrei dirvi che ne sono dispiaciuto e che ho molti buoni motivi ma non sarebbe vero. Non sono dispiaciuto. Amo queste pagine e sempre mi duole starne lontano eppure mi rendo conto di come, nonostante la considerassi una mia mancanza, il silenzio qui, voglia dire la capacità d'ascoltare l'eco dei miei pensieri, fuori. Voglia dire una maggior risonanza del reale nelle pieghe dei miei pensieri e del mio vissuto. Questi che sono passati, di silenzio, sono giorni senza nome. Giorni in cui nessun post è stato concepito, pensato o buttato giù.  Giorni in cui non ho pensato di racchiudere o definire ciò che mi accadeva entro una sfera precisa, di limitarlo nominandolo. Non so dirvi, tuttavia, quanto davvero abbiate cominciato a mancarmi negli ultimi giorni. Ammetto però di aver avuto dei buoni motivi, forse pochi ma davvero buoni. Spero possiate capire e capire per qual ragione anche nei mesi a venire non troverete, mensil...

La svolta politica

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Miei amati cari quattro lettori, ho ritenuto non potermi più trattenere e dovere necessariamente toccare anche temi di politica. Come molti di voi sapranno, più e più volte mi sono dichiarato "cattolico apostolico romano" eppure mai, fino a qualche giorno fa, mi ero posto la questione di quanto questa mia dichiarazione potesse penetrare profondamente nel tessuto della mia vita ed invaderla appieno, anche in politica. Lo devo confessare: io sono e sempre sarò un democristiano della prima ora, fin nelle ossa. Tuttavia la Dc ha fallito ed oggi, a non molti mesi dalle urne, contemplando gli schieramenti fra loro avversi mi sono domandato quale davvero mi potesse rappresentare e, assodato che per questioni etiche (a sinistra) e morali (a destra) non posso votare alcuno degli schieramenti presenti, ho deciso di stilare un mio programma (che trovate in alto e che vi invito a leggere) di un ipotetico e nuovo partito cattolico. Un partito, quindi, che possa raccogliere davvero tut...

Niente da dire, poco da raccontare

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Miei amati, eccomi nuovamente qui dopo qualche giorno. La festa dell’Assunta è placidamente passata. Il tempo scorre con inesorabile lentezza e, certo, se il clima fosse più clemente (ovverosia, meno caldo ed umido e con gli uccellini che cantano tranquillamente) probabilmente potrei dirmi, se non felice, quantomeno completamente sereno. Comunque, vi rassereno: di calma apparente si tratta. Si tratta del respiro profondo e lungo prima del balzo, della quiete all’appressarsi della tempesta. Per farla breve: prevedo, con assoluta certezza, una tempesta imminente in questa pausa estiva dai drammi della mia vita. Che dirvi? Non soffro solo di problemi di cuore . Sapete, la solitudine di questi giorni mi ha naturalmente portato a notare come tutto ciò che avevo costruito a casa mia era effettivamente inesistente. Il ricordo della mia bella terra felice è solo un nome: “nostalgia”, ed i sospiri che mi sprofondavano il petto erano solo la mancanza dei luoghi, non delle persone. Lo ...

She's the one

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Miei amati, quanto tempo, eh? Davvero, davvero vi chiedo di perdonarmi: gli ultimi esami della sessione estiva mi hanno assorbito completamente fino a dieci giorni fa e, l'ozio completo nel quale poi mi sono gettato, hanno fatto sì che per un periodo mettessi da parte questo modesto angolo di pensieri. Inoltre, come ben sapete, la mia schiavitù verso la scrittura mi ha comunque tenuto impegnato. Da diversi anni, ormai, tentavo di scrivere il progetto che ha or ora preso forma nella mia mente. Inoltre, qualche altro progetto con più breve scadenza mi ha preso tutto. Non si allarmino perciò coloro che, leggendo il titolo, hanno pensato a forti emozioni o fiamme che improvvise hanno divorato il mio cuore: la " lei " di cui parlo è la scrittura. Anzi, come vi dissi qualche mese fa, è la Letteratura. Cosa ben diversa ma nella quale riesco pienamente a racchiudere anche la mia grande passione per la lettura. Nessuna novità, forse... Comunque, col tempo e con la distanza,...

Buona la prima!

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Ah, bene! Bene, bene, bene! Vogliano scusarmi i miei nuovi lettori ma l'ormai consolidata abitudine ad iniziare ogni post con l'espressione "miei amati cari quattro lettori", ha valore universalistico ed è perciò rivolta a chiunque legga per dare un carattere raccolto e familiare all'ambiente del blog stesso. Anche chi completamente sconosciuto su queste pagine, o comunque le abbia conosciute da poco, spero possa sentirsi come a casa e trattare questo spazio come tale e come se io fossi un amico di vecchia data. Ve ne prego, almeno qui, consideratemi come tale perché tale è la mia considerazione verso di voi ed i pensieri qui espressi. Il progetto del gruppo "Itaca", dunque, è partito. Vi invito, come ho già fatto ieri, a suggerirmi nei commenti, qui o sulla pagina del gruppo, migliorie da apportare al blog perché sia sempre più fruibile, graficamente accattivante e contenutisticamente interessante. A breve, infatti, avevo in mente un piccolo resty...