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Giacca e cravatta

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   Per la gioia di qualcuno in particolare (leggi: una persona che riderebbe a crepapelle e allegramente) il Mac π mi obbliga ad indossare giacca e cravatta. Io ODIO vestire elegante, lo odio con tutte le mie forze: lo so, è solo per un'occasione direste voi ma non per me. Lo odio perchè mi fa sentire a disagio. In quei panni non mi sento propriamente io. Sapete miei amati cari quattro lettori, preferirei vestire, al pari di Francesco d'Assisi una volta, un sacco di iuta piuttosto che indossare un abito elegante. Non mi sento a posto, non mi sento bene: mi sento inadeguato in un abito simile. Preferirei andar vestito come ogni giorno ma non si può. A casa, e ritengo anche in classe, mi scannerebbero se sapessero che persino per una simile occasione mi rifiuto di vestire in modo decente. Dunque, sono andato a vedere una giacca ed un pantalone: un abito completo è troppo elegante e ritengo sia un'esagerazione per cui mi sono rifiutato a prescindere persino di vederlo. Questo ...

Funerali

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Brevemente, miei amati cari quattro lettori, perchè preferirei sorvolare, giustifico la mia assenza da queste pagine. I funerali di mio nonno, il padre del compagno di mia madre, mi hanno visto addolorato e frantumato. Con dolore perciò lo scrivo. Tuttavia, benchè il dolore sia vivo e non ancora superato, si è attenuato. Non me la sono presa con Dio, mi aspetto che alcuni di voi lo pensino ma non è così. Dio è stato mia consolazione, mio scudo e mia salvezza nel dolore. Non voglio scrivere oltre, mi fa male. Così vi lascio. Claudio

Federica

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"Federica, quando ti vedo m'illumino!" Ci sono cose nella vita che non possono nè meritano essere dimenticate. Una di queste è una ragazza/bambina che ritengo possa essere considerato il mio primo vero amore. La frase che sopra leggete è quella di un campo di A.C., il mio primo campo, Ofena-Capestrano, quando scoprirono del mio segreto e completamente platonico amore che provavo verso questa ragazza. Fu un bel campo ma mi fecero nero per questo. La frase, una delle ultime sere del campo, la scrissero su un cartellone rosa enorme. Era scritta con penna nera e ricalcata con un pennarellone verde, probabilmente in procinto di tracciare i suoi ultimi tratti. Il cartellone ancora lo conservo, sapete. Come pure conservo moltissimi ricordi di quel campo. Federica, il mio primo amore, rimane ancora nel mio cuore. Era una ragazza meravigliosa. Sapete, c'è una mia carissima amica che sostiene che io benchè sia stato piccolo non sia però mai stato bambino: forse ha ragione, fors...

14

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Continua, miei cari quattro lettori, il ciclo di lettere d'amore scritte per Silvia. La seguente la scrissi per l'occasione di san Valentino dell'anno passato. Proprio per questo il titolo del post è proprio "14". 14.02.2010 Cara Silvia mia, non sai che tristezza mi sta assalendo in questi momenti, mentre mi costringo (per quanto posso) a non farmi sentire, solo perchè queste carte mi costringono chinato e dunque, un po' per esigenza, un po' per svago decido di scriverti. E' molto che non ti scrivo nulla che sia realmente spontaneo e non programmato o scritto a tavolino, come le precedenti lettere. Vedi, leggendo alcune pagine del tuo diario vi ho scorto una breve descrizione del nostro viaggio in treno. Ho ricordato così, dunque, qualche tuo breve messaggio nel quale mi facevi una profonda annotazione: forse ricorderai. Lo sguardo: dicesti di scorgere passione nel mio sguardo ed era vero! Era vero! Benchè io continuassi ad ostentare il mio d...

Caro dolcissimo Amore...

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Miei amati cari quattro lettori, la vita procede calma e tranquilla in quel di Terracina. Per la verità, però, qualcosa che mi angustia c'é. Comunque, da oggi ho deciso per i prossimi giorni di pubblicare le lettere che ho scritte a Silvia. Confido che possano apparire gradevoli o vicine alla gradevolezza, anche perchè erano scritte con amore. Almeno da parte mia c'era tutto l'amore possibile. Pubblicare le lettere che vi prego di divulgare per la lettura, anche fra amiche, ma di non giudicare o copiare o riutilizzare, mi servirà a scacciare definitivamente il suo demone, che mi tormenta, dal mio animo. Oggi pubblico, Caro dolcissimo Amore: Caro dolcissimo Amore, sono qui, nel mio letto vuoto. Già, vuoto, nonostante ci sia io ma forse anche io non ci sono, ormai non lo so più. Caro dolcissimo Amore, volgo gli occhi al cielo e, anche se poco romantico, non vedo le stelle che per me sembrano non brillare più. Ma da questa notte che ansima e strepita d’un’ansia di Luce, v...

Itaca

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E' bellissimo dopo tanto poter ricominciare a scrivere, è stupenda la sensazione che la scrittura dona. Comnque, ho deciso di chiamare il blog "Itaca", è la metafora della vita. Non dico oltre, lasciando ulteriori considerazioni a voi, miei cari quattro lettori, sulla scia della poesia omonima di Kavafis. Itaca Quando ti metterai in viaggio per Itaca devi augurarti che la strada sia lunga, fertile in avventure e in esperienze. I Lestrigoni e i Ciclopi o la furia di Nettuno non temere, non sarà questo il genere di incontri se il pensiero resta alto e un sentimento fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo. In Ciclopi e Lestrigoni, no certo, nè nell'irato Nettuno incapperai se non li porti dentro se l'anima non te li mette contro. Devi augurarti che la strada sia lunga. Che i mattini d'estate siano tanti quando nei porti - finalmente e con che gioia - toccherai terra tu per la pr...

L'incidente...

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a.s. Non cercate riferimenti geografici. Non ce ne saranno. § Sfilava veloce sull'autostrada, diretto a Latina, da appena dieci minuti aveva lasciato il territorio terracinese. Si era lasciato alle spalle l'alto campanile del Duomo e la torre del mastio avvolte in un alone di luce arancione che li rischiarava e li immergeva, come l'acqua alta a Venezia -pensò-, in un atmosfera di fuoco. Ormai Terracina era lontana e avanti a sé solo la tranquillità della propria casa solitaria. Le corsie erano ampie, l'autostrada era stata terminata solo alcuni anni prima: una direttissima che collegava le principali città della provincia e consentiva più rapidi spostamenti. La Regione Federale del Lazio ed il distretto dell'Urbe erano state costrette ad approvare il finanziamento dopo che, a causa di ripetuti incidenti sulle vecchie strade, molte madri e padri di giovani uccisi si incatenarono davanti a Palazzo Chigi e iniziarono lo sciopero della fame e della sete ad oltranza....