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Alla mia donna

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Tendi le braccia al mare, invano. Lui non t’ode. Ugualmente passa, incantato. Io altro, invece, che dalla Maga sempre fui istruito, t’ho amata udendoti. M’hai trascinato alle tue rive e sempre mi fai questa corda desiosa di vederti ancora. Amoreggiammo, suonando la mia corda con ogni tua bellezza. Bella donna, che nascondi sotto umili e tacenti ceneri il capo ardente! Bella vergine, che seduci questi occhi con l’esperienza della più violata fra le amanti! Sono l’amante che non hai mai chiamato, il figlio che non hai voluto, colui che ha ascoltate le tue parole frante tra i flutti. Perla del Nostro Mare, le tue gambe, distese, come sabbia dorata, sono la via alla tua lirica corda (al tuo cuore cantante). Le tue gambe, linee di perfetta eleganza, le segue il mio occhio, da lontano, dall’alto. E la mano, e l’anima, frementi, carezzano il tuo intimo e celato secreto! Lì dove, penetrante, Sol non giunge. E anco il desiderio persegue il tuo sinuoso fianco e sui tu...

Coincidenze

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Ci sono cose che vorrei dire, nostalgie di cui vorrei discettare, sciocchezze che vorrei condividere ma, nella amarezza dai colori floreali di questo tempo, mi rendo conto di quanto non sia possibile. Di quali parole, e a chi, non possano essere dette; dei casi coincidenti che incrociano inevitabilmente vite differenti ma accomunate da un singolo evento di incontro. Casi di cui non si può parlare: non dove converrebbe, almeno. Perché? Ottima domanda. Il caso rimane un caso, le nostalgie sono solo nostalgie e le sciocchezze vengono maggiormente svilite dal tempo, eppure non si può parlare. Non dico che non si possa parlare di queste cose ma, piuttosto, che non si possa parlare affatto. Perché? Una prima risposta potrebbe essere "la sofferenza". Il peso di parole che pesano non quanto tali ma perché rivolte ad un'altra particolare persona. "Cioè? TRADUCI!" - mi starete gridando. Non so tradurre quelle che sono solo parole. Parole e basta. Quelle che ...

"Fu vera gloria?"

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"(...) Ai posteri l'ardua sentenza: nui  chiniam la fronte al Massimo  Fattor, che volle in lui  del creator suo spirito  più vasta orma stampar." (A. Manzoni; Cinque Maggio, vv. 31-36) Sì, miei amati, "ai posteri l'ardua sentenza". Il problema è che, la posterità, sembra essersi fatta assai contemporanea. Io, perlomeno, mi sento di chinare la fronte a questa grandezza. Ogni altro giudizio, lo rimando a Dio solo. Claudio

She

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A lei, nella speranza che possa leggere Lei è bella, più bella di quanto l'avessi potuta immaginare. Lei è profonda, non di quel profondo che si suole dire ma di quel "profondo" che è intrinsecamente significativo, di quel "profondo" che fa commuovere l'animo ed incrinare la risolutezza mentre lo si pronuncia. Lei ha parole che fanno muovere l'animo a compassione e battere il cuore una volta in più; lei è quella cosa che non ti aspetti, in quel giorno che non ti aspetti, in quel tempo (fuori del Tempo) che non ti aspetti. E ti appare, come una visione, all'improvviso dal lato della tua strada, dal fianco più esposto del tuo essere. Lei: la guardi e ti accorgi di essere preso dal turbine del suo prepotente convincimento che scatta così, improvviso (ed inatteso), nella tua vita. Lei ha il potere di cambiare la tua vita, sostanzialmente, con un solo semplice atto di vera umanità. Lei, che ha rubato la carnagione ad una Madonna di Raffaello, i ...

La carica dei 101

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Miei amatissimi, ebbene siamo giunti allo storico traguardo: questo è il centunesimo post di "Itaca". A voi che mi seguite da anni e condividete con me queste poche parole, questi vissuti assoluti, e le tante cure del nostro tempo, a voi il mio ringraziamento per questi anni e per questi giorni. Per le vostre visite e, talvolta, i vostri pensieri. Ma, soprattutto, per il modo in cui ben sopportate il mio egocentrismo e la mia vanità. A tutti voi e per questo ed altro, va il mio ringraziamento. Non vi conosco personalmente ma spero vi giunga questo mio abbraccio affettuoso. Buona lettura ancora qui, ancora con me. Claudio

Cristo è risorto! Alleluia!

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"Tuttavia", questa è la meravigliosa parola di oggi. Tuttavia. Quando le donne tornano dal sepolcro sono spaventate, farneticanti, ed iniziano a raccontare una storia che ai discepoli sempre completamente priva di senso. Sembra strano come, proprio quei discepoli che erano stati a Lui così vicino, non capissero: nonostante tutti gli insegnamenti, i riferimenti, le letture, i profeti, gli annunci, loro non avevano capito. E come può essere -si saranno poi domandati- che il Signore, se è veramente risorto, sia apparso prima alle donne che a noi? Ma, a questo punto, il Vangelo dice : "Pietro TUTTAVIA si alzò, corse al sepolcro e, chinatosi, vide soltanto i teli. E tornò indietro, pieno di stupore per l'accaduto." Quel TUTTAVIA, fa la differenza. Pietro sceglie  di credere. Si alza: e, se si alza, vuol dire che era seduto, abbattuto. Sconfortato, come gli altri. Uno stato di sonno, di torpore dello spirito, lo aveva colpito. Come gli altri, Pietro, non ave...

Lettera a mio figlio, nel giorno del suo compleanno

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Caro Figlio, spero che tu abbia gradito il regalo di tuo padre e, più ancora, che tu ne abbia capito il senso profondo. Non è per un eccesso di amorevole dedizione alla tradizione letteraria, che anima la nostra famiglia, che ti ho regalato questo diario o per non voler spendere denaro, e molto, in cose altre. Giacché, la cosa più preziosa che ho per te speso, sono stati i miei giorni: giorni di fatica e di grande gioia, per nessuno dei quali nutro rimpianto. Ricordo bene la tua nascita, quel lontano ventidue marzo dell'anno millenovecentonovantadue, ricordo bene la mia ansietà mentre attendevo che mi dicessero la fine di quel lungo travaglio, mentre guardavo il volto radioso di tua madre ed il tuo, di riflesso. Oggi, figlio mio, nel giorno del tuo ventunesimo compleanno, ti regalo queste pagine bianche. Quando ero giovane avrei desiderato che mio padre si fosse avvicinato a me e, con una nota di orgoglio e di commozione (proprio come me questa mattina), mi avesse fatto ...