Post

Lettera aperta all'Azione Cattolica

Immagine
Cara vecchia Azione Cattolica, eh sì, vecchia. Vecchia non solo per i tuoi centocinquant'anni (che son portati più che rispettosamente) ma vecchia nel tuo comprendere ed afferrare i meccanismi di questo nostro mondo che recepisci sempre troppo in ritardo. Oggi, anche tu hai ceduto a Facebook, Instagram e Twitter; hai blog, siti e diramazioni diocesane sempre piene di iniziative e convegni da proporre. Hai la grinta delle canzoncine da proporre ogni anno per l'A.C.R. ed in Piazza San Pietro per i raduni nazionali, hai i colori sgargianti delle tue guide che invitano i giovani ed i meno giovani a guardare questo nostro tempo per osservarne e carpirne i segni dei tempi, hai le braccia aperte dei tuoi numerosi progetti diocesani di accoglienza universitaria e le mani operose di chi si impegna contro il gioco d'azzardo, hai il gusto dell'approfondimento della Parola grazie ai tuoi assistenti e l'odore dei libri scritti e letti dai tuoi tanti soci, sempre così impor...

C'era una volta, ma solo lì...

Immagine
Claudio

Pellicole

Immagine
Sapete, cari quattro lettori, a cosa è davvero assimilabile il nostro cuore? No, niente giochini o immagini strane quest'oggi. Per rispondere a questa domanda non dovrete far altro che guardare nelle vostre tasche, sulla vostra scrivania o nella mano con cui state leggendo questo post. Ebbene sì, il cuore è davvero molto molto simile allo stramaledetto apparecchio intelligente che vi ritrovate per le mani quasi ogni giorno. Non all'apparecchio intero però, neppure ad una delle sue molte funzioni, no; ad una singola applicazione, bensì. Se davvero vogliamo saper leggere il nostro cuore, o quantomeno le sue condizioni attuali, dobbiamo allora rivolgerci proprio all'app Galleria del nostro smartphone. Vi invito adesso ad aprirla insieme a me , a scorrerla senza passare attraverso complicate funzioni o filtri e neppure nelle articolate visualizzazioni per album, luogo o persone incluse nelle foto. Vi invito, invece, a scorrere gli scatti in ordine cronologico , andando a ri...

Even mine

Immagine
Sembra difficile farsene una ragione e, talvolta, si approccia la questione con tanti giri di parole, tante teorie e tanti discorsi puramente teorici. Per quasi sei mesi è quello che ho ampiamente fatto anch’io. Tutte le storie finiscono Cicci cari, ma questo lo sapete perché ve l’ho già detto. Ciò che stavolta voglio aggiungere, è semplicemente questo: “Tutte le storie finiscono, anche le mie”. Non credo ci sia bisogno di chiarirlo se mi leggete da almeno un poco più di qualche mese: la mia storia durata tre anni e mezzo, e di cui pure ho scritto (sebbene assai poco ed assai raramente) in questi anni, è finita. È finita ma è la prima volta che lo scrivo, perciò forse è davvero la prima volta che lo dico a me stesso con forza e con quel senso di compiutezza che dovrebbe esser proprio di ogni chiusura. Non c’è neppure molto da dire, non credo almeno. È finita, per tanti motivi, tante cose: private, perlopiù, perciò abbiate la buona grazia di non fare domande. È qualcosa di nuovo...

All stories come to an end

Immagine
Tutte le storie finiscono cicci cari. In fondo, se termina un’opera come la Commedia o certi bei romanzi che ti fracassano l’amigdala fino a produrre tanta di quella acetilcolina che il corpo sente l’esigenza di espellere qualcosa, proprio non capisco perché non dovrebbe terminare una storia d’amore. Belle o brutte che siano, le storie hanno termine. Sempre. Solo che nella maggior parte dei casi non è certamente la morte, come tanto si spererebbe in quelle fasi iniziali piene di ormoni e buoni sentimenti, a trarcene via; no assolutamente. La maggior parte delle volte, uno dei due, oppure ambedue, decidono che si son rotti l’anima di farsi ancora del male e decidono così di separarsi. A questo punto, sussistono generalmente tre casi: 1)       Tutti e due si amano alla follia ma non possono fare a meno di dirsene di tutti i colori, farsi male fin nelle ossa e maciullarsi le carni stando insieme . Ah! I miei amori preferiti! Perché? Perché in fin dei co...

Come qahwa

Immagine
all'ultima Donna della Costanza Se tu fossi un caffè , esalterei le tue rotondità , voluttuose al palato, il mio; suggendo l'anima tua densa , e corposa , a rubarla al respiro dolce cui appartiene: quasi potessi giungere col fiato fermo e corto alle tue labbra, temendone un bacio ma già respirandolo nel soffio che lo prepara. Se tu fossi un caffè , soltanto la luce parlerebbe i tuoi riflessi dorati ed il tuo colore bruno e scuro, soltanto la luce testimonierebbe la tua casta nudità e la fecondità dei nostri amplessi aperti e inverecondi: di quella conoscenza orizzontale che racconta e prati e monti e colli di diletto . Se tu fossi un caffè ( Iddio me ne è testimonio ), ti lascerei bruciare ogni grano, come incenso che salga a dar profumo all'aria che ti adorna ed incorona; come Kaldi siederei a cantarti, tanta è l' intensità del mio affetto e tanto incestuosamente filiale è la mia dedizione: perché mi incateni a te con l'ebbrezza del preferito tra i mi...

Se (9496)

Immagine
E se fosse possibile scrivere una lettera al se stesso di dieci anni fa? Caro Claudio , come stai? Sono te, solo dieci anni più grande: sono il Claudio del 2018. Ritengo di volerti, ed in parte di doverti, dire tante cose. Non so esattamente da dove partire. La mia vita, ( pardon , nostra ) non è cambiata poi tanto. Sai, frequentiamo l'università. Probabilmente, ti chiederai come sia possibile: diciamo che i nostri piani non sono andati esattamente come li avevamo previsti ed immaginati. In effetti, tutta la nostra vita ha preso una piega strana: non voglio anticiparti poi molto ma credo che essere più preparati a ciò che verrà non potrà certo nuocerti. Frequentiamo l'Università in una città che amiamo, e di cui pure non voglio farti il nome per non condizionare le tue eventuali scelte future, e frequentiamo una facoltà che amiamo (più o meno): diciamo che, quantomeno sulla facoltà, abbiamo fatto una scelta discutibile e che ci ha divisi fino all'ultimo ma che è nost...