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Rottura

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Tutti i rapporti prima o poi giungono ad una fine, tutti. Qualunque senso gli si voglia dare o attribuire, è ineluttabile. Un lettura escatologica, questa delle relazioni, talmente profonda da presentare variazioni soltanto nel modo di viverle: ciò significa che il termine di una relazione coincide spesso con una trasformazione della stessa anziché con un vero distacco. La relazione che vedo in via trasformativa, questa volta, è quella fra me e la tecnologia: da un anno a questa parte, siamo costretti sempre più spesso ad intrattenere relazioni attraverso i mezzi elettronici senza tener conto del fatto che in questo modo intratteniamo, sebbene non ne sia il fine principale, relazioni più durature (anche se, forse, meno significative e certamente meno coscienti di essere tali) con i nostri mezzi tecnologici invece delle persone che vorremmo raggiungere attraverso questi. Per esempio, non avete in mano un telefono ora? Non siete arrivati a questa pagina da un link Facebook, Twitter o Ins...

Speranza

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Ho visto dei bambini, sotto casa, correre disperdendo i piccioni. C'è ancora speranza. Claudio

Lettera all'ultima Donna che verrà

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Carissima Donna che verrai , ti scrivo nuovamente, non avendo ad oggi mai ricevuta una tua risposta. Ti scrivo , perché l’illusione di averti trovata mi aveva fatto già diverse volte sempre più speranzoso e le speranze, in questo nostro tempo, hanno la sorte della neve al sole. Ti scrivo , per quell’insistenza che dovrebbe scavare la pietra e piegare persino le volontà più ferree; ti scrivo , per quella musica primaverile che suona questa mia corda in cerca del suo contrappunto. Ti scrivo , all’apice della mia esperienza umana che non trova sponda nel vissuto; ti scrivo , per questo cuore che cerca la sua corrispondenza e fissa nel mondo la tenda dell’attesa . Ti scrivo , mentre impasto il pane e colgo il miele, rendendo fecondo il tempo che ci separa. Ti scrivo , perché gli anni mi nascondono ancora il mistero più grande: quello custodito dal tuo nome. Se nei giorni addietro potevi presentarti come un’ombra nebulosa stagliata contro l’aria brillante e dal tuo profilo scorgevo e sogna...

Lontano dagli occhi

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A Monica... In un silenzio del cuore, una indifferenza parente prossima di quel "il tempo cura ogni ferita", si è consumato l'ultimo nostro atto. Non più deliri, non più fantasie, non più vacue gioie o inenarrabili speranze. Era un giorno che non pensavo (o speravo, chissà) sarebbe mai giunto; perlomeno, non lo aspettavo così presto: i miei molti tumulti interiori mi avevano abituato ad averti ancora vicina, sebbene in modi assai strani ed inconsueti. Non già per la sola semplicità delle odierne relazioni e degli amoreggiamenti contemporanei ma per i miei stessi canoni pure. E se è vero, come è vero, che parlando di canoni parlo di ciò che è verità; allora, è alla mia paradigmatica canonicità che sei diventata estranea. Tentando un insolito quanto masochistico esercizio di memoria, qualche giorno fa appena, davanti ad un tramonto ragionavo della mia invincibile solitudine e di quel vuoto al mio fianco che è solo, spero, l'attesa del movimento che lo realizzerà . Int...

Tre donne intorno al cor mi son venute

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Questa notte ho sognato. Nel mio letto giacevo supino, in un letto non mio però tanto era trasfigurato eppure mio, in una stanza non mia tanto avvolta era da un soffuso e nebuloso chiarore epperò mia, circondato da pareti che svanivano come fumo iridescente al solo toccarle: un luogo conosciuto e sconosciuto insieme, dovrei dire. D'un tratto alle mie spalle, in questo confuso dormiveglia, giunge una donna dalla lunga veste discinta, un peplo di seta organzina, che mi cinge il capo e mi accarezza la fronte quasi come tentando di sedurmi. Le sue dita mi sfiorano la guancia la spalla, e sento che mentre mi tocca lascia cadere qualcosa di soffice e leggero sulla mia pelle e tutto attorno al mio capo, e ora le sue mani mi si allargano sul petto. Mentre la guardo, quasi immobile e respirando appena, presagisco il momento che si avvicina. Si appoggia al mio busto, e in un solo movimento fluido la vedo sopra di me. Per quanto abbia gli occhi aperti, ho lo sguardo pieno e trasognato e non r...

cmd.exe chkdsk heart:

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Continuo ad osservare i mutamenti e gli stravolgimenti dell’universo e nelle sue sfere fisse ho ficcato i miei occhi tanto a fondo da non vedere ormai altro che intensa luce. Ho osservato le stolide meccaniche degli astri che avanzano in processioni irrituali e si fanno beffe della mia filosofia, scrutato il bagliore lontano delle lune nelle loro rotazioni, adempiuto alle computazioni dei movimenti delle sfere celesti, descritti i baluginii delle superfici di mondi lontani e mirati solo attraverso lenti che non erano mai le mie proprie. Ho vista la totalità estensiva della vita, così come potrebbe vedersi un’epifania capace di cogliere l’armonia di ogni cosa: l’ho permeata tanto a fondo da vedere il cuore stesso della vita e nella sua impressione, ho scorto il tuo nome. Sei ancora la radice di senso che rende possibili queste parole, il paradigma ultimo che le affranca dalla ripetizione monadica del quotidiano. Continuo a vivere nell’ombra della tua astrazione, guardando a quell’impo...

Capita, ancora

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Ci si innamora. Capita. E capita che la storia finisca troppo presto o che non finisca affatto. La differenza? Nessuna, davvero. Una storia che finisca troppo presto oppure una che non finisca affatto hanno, anzi, in comune una cosa: ambedue i casi possono verificarsi per una sola delle due persone coinvolte. Non lo si prevede, non lo si vorrebbe, non lo si spera. Uno dei pochi, pochissimi casi, in cui non sperare qualcosa pare improvvisamente diventare una fonte di gioia inaspettata. Mentre i lacci che ti avviluppano si tendono a toccare amendue le corde, la cui sinfonia sussiste solo nel passato, sembra che l'unica musica udibile sia l'eco lontana che risuonava nel mentre del vostro pas de deux intanto che il presente realizza un' entrata nella cui coreografia, chiaramente, non vi toccherete mai . Mai , mai a rivedere quello sguardo nel quale si poteva riposare ed a cui nulla si doveva dimostrare se non lo zelo idolatrico a cui Amore sempre chiama . E quei la...