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Lettera dal Mare

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  Alla nuova donna che verrà Mio dolce amore, avrei voluto averti qui, con me, sulle sponde del Mare di Galilea a contemplare quella santità semplice che sembra spiegare ogni cosa e come tutta la ruota perfetta del mondo trovi in Lui la sua “raison d'être”. Avrei voluto averti qui, e tanto mi sarebbe bastato, e tutta la mia vita avrebbe probabilmente raggiunta la sua più perfetta compiutezza: ti ho straveduta, ancora, fra le onde mentre un gabbiano solitario vi planava e, poco distante dalla riva, da quelle si faceva cullare. Avrei voluto averti lì, perché è stato quanto di più santo la vita mi abbia permesso di esperire: ma tu sei quella sperevole assenza che rende vivo questo mio desiderio. Davanti a quel Mare, amica mia, potrei tradurre i nostri giuramenti in una santa promessa: la promessa che, quando ci chiameremo con quell'amorevolezza che, unica, si vuol sentire una sola volta, comincerebbe per noi quella semplice vita nuova fatta non di sterili rime ma di ogni gioia fac...

Ieratica di un'attesa

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 Ieratica di un'attesa, mentre sopra Fiorenza in vegetativa che raccoglie in sé per fiorire quanta tutta bellezza le occorre, su di un colle si consuma l'alto mistero di quella invece improntata tutta al Santo Viaggio. Ignara delle facezie che riguardano i nostri minimi atti, i loro i vostri, quelli dovuti alla vita stessa che si ripete come materia di una lezione mai capita, tutto si fa relazione e Presenza autentica e consolatoria: comunione! Oh, Bellezza che ci avvinci alla vita vissuta in Te e, facendoci una cosa sola, disegni un cuore unico che si avvia alle tue sante e polverose strade! Oh gloria senza fine, che parli sempre di quell'amore che sa generare! Trent'anni di attesa non sembrano essere stati più di quei pochi giorni ancora che patisco per te ora: e che i miei piedi siano fatti per le tue vie, le mie mani per le mani dei tuoi santi, le mie labbra per la lode, lo so ancor prima di esperirlo! Ma quella divina intelligenza che indica ai miei piedi il loro p...

Parossistica di ogni sublime tristezza

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 Noto come le persone più semplici tendano a trovare un compagno con più facilità ed a mantenerlo o cambiarlo con relativa leggerezza, tutte tese a provare un affetto che sa più del tempo e della passionalità della relazione che della sua intensità. Provo, verso questi, quasi un moto di tenerezza e talvolta di invidia persino. Guardando il modo in cui fanno sembrare semplice ciò che da questa parte del guado mi pare un impegno astratto ed intangibile, dalla dubbia utilità anche, mi domando se e quanto valga la pena eccellere in una abilità che altro non pare se non l'arte estrema e raffinatissima del relativismo affettivo. È  possibile conoscere veramente un'altra persona? E se lo fosse, stando così le cose, ne vale davvero la pena? Da qualche tempo, inizio a nutrire il sottile sospetto che un legame con un'altra persona, un legame vero, semplicemente non sia possibile: mi chiedo se tu sia in disaccordo, Donna mia attesa, anche se sospetto, vista la tua lacerante assenza, c...

Fisica degli spiritelli

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 Mi chiedo se l'amore, anziché essere un suono, possa invece essere considerato una particella simile alla luce: me lo domando perché, se così fosse, neppure il vuoto che mi sono creato nel cuore basterebbe a respingerla. Anzi, se fosse luce si moltiplicherebbe. Se fosse luce disegnerebbe nel vuoto, come forse già fa, un'assenza. Se fosse luce, lo spazio fra me ed il futuro sarebbe inversamente proporzionale, ed ogni futuro ipotetico si sarebbe già compiuto ed io starei vivendo solo la realizzazione di quello. Se fosse luce, sarebbe bellissimo. Ho appellato per anni come "corda" il mio cuore, tenendomi stretto a quella radice latina che mi sembrava più propriamente adatta a significare funzione e forma di un organo che mi ha voluto, sebbene afasico, come suo diletto cantore. Ora, ritengo solo di aver perso tempo: nella sua lungimirante perspicacia, e sebbene in uno dei suoi momenti di maggior dolore e ostinata contrazione, egli stesso mi aveva detto cosa è: un'am...

La felicità è

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 La felicità è un cielo d'un bianco opaco ma luminoso, con delle tenere nuvole grigie il cui colore è stato impastato con una punta d'azzurro, e stralci di un cielo settembrino, come riflessi, in lontananza. L'amore, è tutto questo. Ma ascoltando Vivaldi. Claudio

Salomone capirebbe

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  Quand'ero più giovane ho letteralmente, in senso metaforico (e perciò letterario), e letterariamente, nel senso più stringente, saccheggiato il Cantico dei Cantici da cui ho più volte preso ispirazione e per le mie epistole più o meno private ( più o meno , perché sono comunque tutte qui pubblicate ) e per il linguaggio adottato nel parlare delle donne de la vita mia. Un significato unitario di matrice biblica e cristologica che trova il suo vero fascino nella riproposizione, anche decontestualizzata, dei suoi segni e significanti: " Le tue chiome sono come un gregge di capre che scendono dal monte Gàlaad; -dice Snoopy- I tuoi denti come un gregge di pecore tosate [...] tutte scendono appaiate; nessuna è senza compagna " -prosegue Salomone. A noi contemporanei paiono commenti quasi astrusi, privi del loro fascino arcaico, ma pensate a quanto doveva essere bello sposare una donna che possedesse tutti i denti! La bellezza di questo linguaggio è il suo inscrivere il cant...

Nell'imminenza dei trent'anni

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C'è un retrogusto amaro che segna inevitabilmente questo mio tempo e con larghe campiture offusca gli orizzonti di senso, velandoli di una patina di profondo scoramento: è questa l'età dei Cristi schiodati dalle croci, delle Maddalene senza clienti e senza pentimenti, dei troppi Giuseppe legati dal dovere dell'onore, dei gigli macchiati ed i caprifogli che intrecciano i cannoni. Contiamo i fichi sterili come si contassero le spighe mature della messe di Luglio. Come se la vita ci interrogasse di tutte quelle guerre di cui abbiamo memoria e ci sfidasse a capire che e quanta parte ne abbiamo avuta : a ricordare che l'innocenza finisce con la prima violenza che si fa memoria e nemmeno il Dio che imploriamo ce ne scampa, perché anziché guardare in alto riecheggiamo in uno specchio le nostre idiosincrasie. Solo che uno specchio senza fondo è solo una finestra, aldilà della quale sta la nostra comune natura che feriamo senza pudore: con quanta fragilità l'uomo si rivolta ...