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Lontano dagli occhi

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A Monica... In un silenzio del cuore, una indifferenza parente prossima di quel "il tempo cura ogni ferita", si è consumato l'ultimo nostro atto. Non più deliri, non più fantasie, non più vacue gioie o inenarrabili speranze. Era un giorno che non pensavo (o speravo, chissà) sarebbe mai giunto; perlomeno, non lo aspettavo così presto: i miei molti tumulti interiori mi avevano abituato ad averti ancora vicina, sebbene in modi assai strani ed inconsueti. Non già per la sola semplicità delle odierne relazioni e degli amoreggiamenti contemporanei ma per i miei stessi canoni pure. E se è vero, come è vero, che parlando di canoni parlo di ciò che è verità; allora, è alla mia paradigmatica canonicità che sei diventata estranea. Tentando un insolito quanto masochistico esercizio di memoria, qualche giorno fa appena, davanti ad un tramonto ragionavo della mia invincibile solitudine e di quel vuoto al mio fianco che è solo, spero, l'attesa del movimento che lo realizzerà . Int...

Tre donne intorno al cor mi son venute

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Questa notte ho sognato. Nel mio letto giacevo supino, in un letto non mio però tanto era trasfigurato eppure mio, in una stanza non mia tanto avvolta era da un soffuso e nebuloso chiarore epperò mia, circondato da pareti che svanivano come fumo iridescente al solo toccarle: un luogo conosciuto e sconosciuto insieme, dovrei dire. D'un tratto alle mie spalle, in questo confuso dormiveglia, giunge una donna dalla lunga veste discinta, un peplo di seta organzina, che mi cinge il capo e mi accarezza la fronte quasi come tentando di sedurmi. Le sue dita mi sfiorano la guancia la spalla, e sento che mentre mi tocca lascia cadere qualcosa di soffice e leggero sulla mia pelle e tutto attorno al mio capo, e ora le sue mani mi si allargano sul petto. Mentre la guardo, quasi immobile e respirando appena, presagisco il momento che si avvicina. Si appoggia al mio busto, e in un solo movimento fluido la vedo sopra di me. Per quanto abbia gli occhi aperti, ho lo sguardo pieno e trasognato e non r...

cmd.exe chkdsk heart:

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Continuo ad osservare i mutamenti e gli stravolgimenti dell’universo e nelle sue sfere fisse ho ficcato i miei occhi tanto a fondo da non vedere ormai altro che intensa luce. Ho osservato le stolide meccaniche degli astri che avanzano in processioni irrituali e si fanno beffe della mia filosofia, scrutato il bagliore lontano delle lune nelle loro rotazioni, adempiuto alle computazioni dei movimenti delle sfere celesti, descritti i baluginii delle superfici di mondi lontani e mirati solo attraverso lenti che non erano mai le mie proprie. Ho vista la totalità estensiva della vita, così come potrebbe vedersi un’epifania capace di cogliere l’armonia di ogni cosa: l’ho permeata tanto a fondo da vedere il cuore stesso della vita e nella sua impressione, ho scorto il tuo nome. Sei ancora la radice di senso che rende possibili queste parole, il paradigma ultimo che le affranca dalla ripetizione monadica del quotidiano. Continuo a vivere nell’ombra della tua astrazione, guardando a quell’impo...

Capita, ancora

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Ci si innamora. Capita. E capita che la storia finisca troppo presto o che non finisca affatto. La differenza? Nessuna, davvero. Una storia che finisca troppo presto oppure una che non finisca affatto hanno, anzi, in comune una cosa: ambedue i casi possono verificarsi per una sola delle due persone coinvolte. Non lo si prevede, non lo si vorrebbe, non lo si spera. Uno dei pochi, pochissimi casi, in cui non sperare qualcosa pare improvvisamente diventare una fonte di gioia inaspettata. Mentre i lacci che ti avviluppano si tendono a toccare amendue le corde, la cui sinfonia sussiste solo nel passato, sembra che l'unica musica udibile sia l'eco lontana che risuonava nel mentre del vostro pas de deux intanto che il presente realizza un' entrata nella cui coreografia, chiaramente, non vi toccherete mai . Mai , mai a rivedere quello sguardo nel quale si poteva riposare ed a cui nulla si doveva dimostrare se non lo zelo idolatrico a cui Amore sempre chiama . E quei la...

Lettera alla Donna che verrà, ancora

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Carissima Donna che verrai, ti scrivo ancora a distanza di anni. Nella penombra avvilente di un crepuscolo estivo, fatto neppure di luce ma di ombre di luce. Ti scrivo, ancora, oggi più che mai, più forte che mai prima d'ora; a trafiggermi la carne, a legare le parole con lacci che le avviluppino al cuore, che sappiano essere quel sangue nero e denso trascinato all'estremità dei mezzi per i quali esistiamo e ritornino, a ristorarsi, ai polmoni attraverso i quali semplicemente respiriamo. Ed io, carissima Donna che verrai, respiro l'aria satura delle tue attese, di ogni tua nuova attesa . Oggi, più che mai, non saprei neppure più dire se la tua figura si delinei sfocata ma presente al mio orizzonte. Oggi, più che mai, non so dire se tu sei la Donna che verrai, o quella Che è Stata e, pure, se nel tuo essere stata sarai la Donna del Ritorno . Perché tu sei la Donna che era , la Donna che verrà e forse mai la Donna che è . Eppure, già tre volte lo sei stata, già tr...

Altrove

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Stasera ho fatta una cosa bislacca. Camminando in strada e percorrendo un tragitto che mi è fin troppo noto, ho alzato lo sguardo. D'improvviso, la strada sgombera e silenziosa, la sua serpentina di curve affastellate, quel sempre solito pino che si protrae fino ad indicarmi la luna, lo stesso colore scuro e consunto dell'asfalto e persino quel maleodorante secchio della spazzatura, sono d'improvviso stati cosa nuova. Non già perché sia mutato il mio sguardo o la mia prospettiva, non perché vi abbia straveduta una qualche epifania. Semplicemente, sono stati cosa nuova, pur nel mio guardarli come già avevo fatto in passato. Li ho veduti così come sono e, dopo averlo fatto, ho continuato a farlo . Iddio me ne è testimone: forse perché dopo molto tempo infine sono felice, stasera ho camminato in un altro luogo. Claudio

Elogio (al contrario) della mediocrità

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Mediocre è questo post, mediocre è questo blog, mediocre chi mi legge e mediocre è chi vi scrive. Mediocre chi pensa che la società sia mediocre, pur non avendo alcun titolo per pensarlo e sguazzando anzi egli stesso nella mediocrità. Mediocre chi pensa e chi pure non lo fa. Mediocre chi vive e mediocre chi muore. Mediocre chi pensa d'essere un romanziere, mediocre chi assolve ai compiti di governo, mediocre ci fa arte e chi fa musica, mediocre chi fa cinema e chi fotografia, mediocre chi pensa, chi sogna e chi spera. Mediocre chi crede e crede d'essere unico, mediocre chi si compiace della propria ignoranza e chi della propria cultura. Mediocre chi sta sopra l'atmosfera e chi vi sta sotto, mediocri tutti sotto questo cielo ma non Chi vi sta sopra. Mediocri noi che crediamo di non esserlo, alzandoci sopra il caos ordinato del mondo. Dove non c'è supremazia, dove non c'è Ordine, dove non c'è scala né armonia, regna nell'unanime uguaglianza la Mediocrità. ...